Che ci faccio qui?

a cura di Dante Ghisi

L’importanza del primo giorno di lavoro, ovunque. Il titolo dell’opera più significativa di Bruce Chatwin bene si attaglia all’argomento che mi accingo a proporvi in questo mio intervento. Immaginate che oggi sia il primo giorno di lavoro di un vostro dipendente.

Non importa che sia un addetto di punto di vendita, un direttore di produzione oppure il vostro responsabile del customer care. Ogni neoassunto, a prescindere dall’incarico che si appresta a ricoprire, va accolto con la gratitudine e con il calore che contraddistingue la vostra impresa. Sono questi i sapori di cui la vostra risorsa umana si ricorderà per molto tempo della propria carriera e che ne determineranno l’imprinting. L’accoglimento va preparato: si caratterizza per aspetti standard, formali (firma della lettera di assunzione, nonché i previsti adempimenti di legge e di contrattualistica del lavoro, ecc.) ed anche per aspetti ad hoc, personalizzati. La parte burocratica è un must, pertanto l’assenza della medesima denota grave impreparazione, superficialità. Gli aspetti personalizzati dell’accoglimento consentono invece al datore di lavoro di aggiungere una sorta di «effetto booster» nella motivazione della nuova risorsa.

Naturalmente è più semplice far firmare dei moduli che organizzare una presentazione del neoassunto a capi e colleghi e se pensate di poter improvvisare un simile momento topico della vita professionale di una persona, piuttosto astenetevi e delegatelo a chi ne è capace ed adatto. Riservatevi un breve saluto all’inizio della giornata ed un successivo incontro di approfondimento al termine della medesima. Insisto su questo passaggio, che ho visto molte volte sottovalutato da parte anche di imprese strutturate.

C’è un solo modo per farlo bene: arrivare all’appuntamento con il nuovo collaboratore preparati. Noi, non il collaboratore. Il collaboratore ha tutte le antenne puntate ed i decodificatori ben funzionanti: registra ogni singolo segnale, positivo o negativo. Al termine della sua prima giornata di lavoro, quando ripone il libro preferito oppure il telefonino di fianco al letto, prima di addormentarsi, deve sentirsi «accolto nella tribù». La «tribù» può essere di due persone o di due milioni: il senso di quanto detto è valido per tutte le dimensioni, perché a variare sono solamente i tempi e gli spazi dedicati all’accoglimento.

Ricordo che il mio primo giorno di lavoro in un grande gruppo industriale iniziò con un piccolo colpo nello stomaco, che vi narro a seguire. Nei numerosi colloqui che avevo sostenuto in quell’azienda prima di diventarne responsabile dello sviluppo manageriale, il personale addetto alla sorveglianza mi indicava premurosamente il posto auto interno riservatomi ogni volta. Sarei stato assunto per implementare lo sviluppo manageriale, il cambiamento organizzativo, le relazioni industriali con un approccio differente, vincente. Avevo già visto l’ufficio a me destinato, addobbato con piante dirigenziali e pelle umana…
Quando mi presentai per iniziare la mia avventura, gli stessi addetti in uniforme che in precedenza mi avevano riverito mi indicarono seccamente che avevo sbagliato ingresso e che avrei dovuto cercarmi un parcheggio a pagamento nel grande silos adiacente.

Che cosa era successo? Semplicemente un errore. Tuttavia il mio pensiero immediato fu: «Se avessi saputo, avrei negoziato una retribuzione più alta».

DANTE GHISI è amministratore unico di DVG SOLVING, società di headhunting che ha sede a Mantova. Dal 6 Giugno 2016 è anche Presidente del CdA di SOS MANTOVA Villaggi dei Bambini Onlus, la cui mission è accogliere bambini e ragazzi con disagio familiare (orfani sociali) ed aiutarli a realizzare i loro progetti di vita e professionali. Iniziò la carriera nell’HR Management nel Gruppo ITALCEMENTI-Ciments Français (Bergamo), successivamente nel GRUPPO PAM SUPERMERCATI (Venezia), quindi fu direttore della business school «European Consulting» di Milano, specializzata nel settore automotive. Fondò la sede veronese di PRAXI SPA, la più antica società di ricerca di personale italiana, dirigendone anche la sede di Padova.