Grande soddisfazione al BCLA

L’optometria italiana eccelle ancora una volta in un contesto internazionale e raccoglie grandi soddisfazioni al congresso della British Contact Lens Association, il maggiore convegno europeo di lenti a contatto, primo fra tutti per numero di iscritti e prestigio. L’IRSOO è stato presente alla prestigiosa conferenza biennale sulla contattologia, tenutasi a Liverpool dal 9 all’11 giugno, con tre poster scientifici realizzati su progetti di ricerca: il poster di Laura Boccardo e Maria Tricarico presentava i risultati di un’indagine sulla soddisfazione visiva dei presbiti; quello di Alessandro Fossetti, Laura Boccardo e Alberto Rapini riguardava una ricerca sull’edema indotto da lenti morbide spessorate e, infine, il poster di Antonio Calossi e Laura Boccardo su un foglio di calcolo per la scelta dei materiali per il piggyback.

Antonio Calossi ha inoltre vinto per la terza volta la Photo Competition, mentre Salvatore Pintus ha conseguito la Fellowship del BCLA.

Tra gli altri italiani che si sono messi in evidenza citiamo anche Mauro Frisani, con tre poster sull’analisi della giunzione corneosclerale, le aberrazioni ottiche con lenti sclerali e la correzione ottica del cheratocono, e Giancarlo Montani, che al congresso ha presentato tre poster e ha inoltre condotto un workshop con Sergio Momini. Due giovani ricercatori italiani, Alberto Recchioni e Francesco Menduni, hanno invece illustrato i loro lavori nell’ambito del progetto europeo EDEN per l’occhio secco.

A questi successi si affianca lo straordinario risultato di Fabrizio Zeri, che ha vinto il premio intitolato a Irving Fatt per il miglior lavoro di ricerca. Zeri, con un team di colleghi dell’Università di Roma TRE, ha anche portato un poster sulla misura della centratura delle lenti a contatto multifocali. Da citare infine il numero significativo, quasi una trentina, di colleghi italiani che hanno partecipato come delegati al congresso, per essere sempre aggiornati su quelli che sono i temi più attuali nel campo delle lenti a contatto.

L’ossigenazione corneale ancora al centro delle attenzioni dei ricercatori

La disponibilità di numerosi materiali per lenti morbide e per lenti RGP, con trasmissibilità all’ossigeno sempre più elevata, può a volte far pensare che il problema dell’ossigenazione corneale sia del tutto risolto in contattologia. Esiste però tutta una serie di applicazioni, necessarie in caso di cornea irregolare, in cui questo problema non può essere sottovalutato: piggyback, lenti ibride, lenti morbide spessorate, lenti sclerali. La ricerca in quest’ambito presso l’IRSOO ha di recente portato alla pubblicazione di due poster scientifici, presentati al congresso del BCLA a Liverpool lo scorso giugno.

Nel primo poster è stato descritto un foglio di calcolo, che permette di scegliere i materiali per le applicazioni piggyback, garantendo un adeguato apporto di ossigeno attraverso le due lenti; nel secondo poster sono stati invece presentati i risultati di una ricerca sull’edema locale, indotto da lenti morbide spessorate, misurato tramite la mappa pachimetrica differenziale. I risultati di questi studi dimostrano quanto sia importante utilizzare materiali adeguati e condurre esami di controllo per verificare eventuali danni ipossici corneali.