Nuovo test sulla percezione cromatica

Un esempio di come a Vinci lavorino in sintonia INO CNR, IRSOO e Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Firenze.

Studiare l’ottica e l’optometria permette sicuramente di entrare in contatto con mondi molto diversi, proprio perché la luce e la visione riguardano tantissimi campi del sapere umano. Ne è un bell’esempio il lavoro che Giulia Bigagli, Elisabetta Orrù e Marta Tolaini hanno appena presentato, insieme al loro relatore di tesi Alessandro Farini, al convegno del Gruppo del Colore-Associazione Italiana Colore che si è svolto a Napoli dal 3 al 5 Settembre 2017.

Il Gruppo del Colore è nato nel 2004 con l’obiettivo di favorire l’aggregazione multi- ed interdisciplinare di tutte quelle realtà e persone che si occupano del colore e della luce da un punto di vista scientifico, culturale e professionale. Il convegno annuale è diventato un momento importante a livello internazionale a cui partecipano persone da varie parti del mondo ed è organizzato insieme alle principali organizzazioni del colore europee, come il Color Group della Gran Bretagna, il Centre Français de la Couleur e il Deutsche Farbwissenschaftliche Gesellschaft.

Giulia, Elisabetta e Marta, che sono sia laureate in Ottica e Optometria all’Università di Firenze che abilitate in Ottica presso l’Istituto di Ricerca e di Studi in Ottica e Optometria (IRSOO) di Vinci, hanno dedicato il loro lavoro di tesi alla realizzazione di un test per la visione del colore che utilizza un monitor da computer. Il test permette di valutare la percezione cromatica dei soggetti su varie tonalità di colore. Il primo risultato interessante è stato che il test è ben comparabile con i test più noti, come ad esempio l’Ishihara o il 100 toni. Ma ancora più interessante è stato probabilmente l’aver notato che le soglie di percezione cromatica (una soglia bassa indica la capacità di distinguere due colori che hanno una saturazione molto simile, mentre una soglia alta indica una difficoltà nel vedere differenze anche grandi di saturazione) sono ben correlate con l’età.

Il risultato poteva essere prevedibile perché è noto che la percezione cromatica peggiora con l’età, per varie ragioni fisiologiche, ma vedere che il test lo confermava così bene è stata una reale soddisfazione. Il futuro ci permette di pensare che avremo a disposizione test che possano vedere differenze anche piccole nella percezione cromatica. Questo potrebbe essere assai utile perché talvolta variazioni nella percezione cromatica possono essere i primi segni dell’insorgere di alcune patologie. Un tale test quindi permetterebbe un’indagine non invasiva assai utile.

La conferenza è stata per le giovani optometriste l’occasione per incontrare e discutere il loro lavoro con personalità del settore. Ad esempio alla fine del loro talk hanno potuto ricevere utili suggerimenti da Andrew Stockman dell’Institute of Ophthalmology dell’University College London, autore delle ricerche ormai “classiche” sulla determinazione delle curve di risposta dei coni. Così come interessante è stato il dialogo con Manuel Melgosa, dell’Università di Granada, uno dei principali esperti di spazio colore.

Ma la conferenza, che si è svolta nella splendida cornice del golfo di Napoli, e a cui Giulia, Elisabetta e Marta hanno potuto partecipare grazie al sostegno di IRSOO, ha visto anche simpatici momenti conviviali, come la visita a Pompei.

Giulia Bigagli durante l’esposizione del lavoro relativo al test sulla percezione cromatica, alla Conferenza di Napoli.