Aspetti fiscali dell’e-commerce

a cura di Francesco Sturaro

Sempre di più sono gli italiani che scelgono la rete per effettuare, anche, i propri acquisti. Vuoi una vacanza? La compri online. Vuoi un paio di scarpe? Le compri online. Vuoi uscire per una serata in compagnia e non sai dove andare? Puoi cercare un ristorante in rete e prenotare un tavolo semplicemente con un click. Persino la spesa, oramai, la si può fare dal tuo salotto, serve solo un pc o, ancora più comodo, uno smartphone. Con un semplice click puoi farti spedire la spesa direttamente a casa tua. Anche il mondo dell’ottica non è esente da questa dinamica, sebbene i prodotti che vengono trattati non si direbbero prettamente adatti al commercio elettronico. Contrariamente a quanto la logica possa suggerirci, sempre più italiani acquistano online occhiali da vista, occhiali da sole, lenti a contatto, montature, lenti. Qualcuno potrebbe obiettare che tutto si può acquistare su internet, ma che gli occhiali sono forse i beni meno indicati per questo tipo di compravendita, in quanto è necessario provarli almeno una volta per vedere come ci stanno, e per, soprattutto, vedere se le lenti sono adeguate ai problemi dei nostri occhi. E allora perché sempre più persone si orientano verso questo genere di acquisti? La ragione è, in primis, quella del risparmio. Acquistando online, generalmente, si risparmia molto, talvolta si raggiungono anche sconti del 70%. Altra ragione è quella dell’esistenza del diritto di recesso, ossia la facoltà dell’acquirente, una volta entrato in possesso del bene che ha acquistato online, di decidere se tenerlo o rifiutarlo. È possibile, infatti, entro 14 giorni dall’acquisto, recedere dal contratto e quindi rispedire la merce al venditore, qualora il prodotto non sia di nostro gradimento e non abbia soddisfatto le nostre aspettative. Anzichè provare la montatura in negozio, quindi, diviene possibile farlo comodamente a casa propria.

Quali sono gli obblighi fiscali per un venditore online?
La vendita online è, in linea generale, soggetta a tutta la normativa in vigore per le aziende tradizionali. In primis, quindi, è necessario avere, ovviamente, una partita IVA, a meno che l’attività non rientri tra le prestazioni occasionali. In quest’ultimo caso, per vendite considerate, per l’appunto, occasionali, ossia non organizzate con sistematicità e ripetitività, è sufficiente emettere una ricevuta senza applicazione dell’IVA ma soggetta ad una ritenuta del 20% a titolo di acconto d’imposta. Sarebbe bello poter applicare questa modalità senza limite, invece è previsto un tetto massimo per operazioni di questo tipo di 5.000 € all’anno.Tutte le attività di vendita che non si configurano come occasionali, ma a questo punto diventano abituali, hanno l’obbligo, appunto, di apertura della partita IVA.

Per cominciare l’attività di commercio elettronico, occorre, quindi: aprire una società o una ditta individuale. Seguono i classici adempimenti: iscrizione alla Camera di Commercio (tramite ComUnica) e presentazione della SCIA allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune nel quale si intende avviare l’attività. L’apertura della partita IVA vale anche se si vuole vendere attraverso un marketplace come Amazon od Ebay, non solo direttamente attraverso un proprio ecommerce. Il commercio elettronico di occhiali, montature, lenti e prodotti accessori è qualificato come commercio elettronico “indiretto”. Ciò comporta che, ai fini della fatturazione vale la regola stabilita dall’articolo 22, comma 1, n. 1) D.P.R. 633/1972, secondo cui, l’emissione della fattura non è obbligatoria, se non è richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione

Ai sensi del D.Lgs. n. 114/98, le vendite per corrispondenza devono sottostare alle seguenti restrizioni volte alla tutela dei consumatori:
E’ vietato inviare prodotti al consumatore se non a seguito di specifica richiesta, a parte l’invio di campioni di prodotti o in omaggio, senza spese o vincoli per il consumatore;
Devono essere indicate online il nome o la ragione sociale e la sede del venditore, i contatti telefonici ed email, titolo professionale e Stato membro in cui è stato rilasciato, eventuale ordine professionale e numero di iscrizione presso cui il prestatore è iscritto; il numero di partita IVA e il numero di iscrizione al registro delle imprese;
indicazione chiara e inequivocabile di prezzi e tariffe applicate;
Cookie policy;
Rimangono invariati invece gli obblighi per le operazioni tra operatori economici (B2B), per i quali la certificazione delle operazioni segue le regole ordinarie.