Bottegantiqua, il vero occhiale sartoriale

Flessibilità sartoriale

Come spesso accade nel mondo dell’imprenditoria, la nascita di un prodotto è strettamente legata alla necessità di creare qualcosa che soddisfi delle esigenze particolari. A questa logica non sfugge neppure Michele Volpinari che pur facendo il mestiere di ottico in quel di San Marino dal 1984 è solo a partire dall’inizio del terzo millennio che si affaccia sul mondo della creazione e produzione di prodotti di alto livello che rientrano a pieno titolo nella famiglia degli occhiali sartoriali.

Sig. Volpinari, come nasce la sua attività di sarto degli occhiali?
“Faccio l’ottico da più di trentacinque anni a San Marino e ho due negozi. Alla fine degli anni ‘90 mi sono reso conto che c’erano difficoltà eccessive nel mio rapporto con le aziende di occhiali commerciali, e queste difficoltà crescevano giorno dopo giorno. Così decisi di darmi da fare e di provare a vendere prodotti alternativi. Il mio sogno era però realizzare dei miei occhiali.

I risultati furono soddisfacenti ma non erano ancora quelli che desideravo io. Così decisi di aggiungere alla mia formazione professionale di ottico anche quella di un corso di laurea in disegno industriale, così da poter unire da una parte le conoscenze specifiche del prodotto occhiale e le regole che lo guidano e dall’altro la capacità di ideare e progettare un oggetto. […]

La laurea in disegno industriale arriva nel 2012. Ma non mi bastava: avevo necessità anche di avere a disposizione dei mezzi di produzione che mi affrancassero dalla presenza di aziende esterne per realizzare le mie idee. Trovai i macchinari giusti e iniziai a sperimentare e provare. I risultati arrivarono e anche in tempi ridotti. Così le mie idee, dal banco di lavoro sono passate sugli scaffali, con risultati inaspettati. All’inizio producendo solo per noi, per i nostri due negozi”.

Quando avviene il primo passaggio verso la commercializzazione anche in altre realtà?
“Direi che è stato un passaggio quasi naturale. Nel senso che sono iniziate ad arrivare manifestazioni di interesse da parte di ottici un po’ di tutta Italia che avevano visto i miei prodotti sul mio sito. Così abbiamo deciso di fare il passo seguente che prevedeva di allargare il bacino di offerta attraverso accordi con altri ottici. Da qui la scelta di presentarci al DaTE nel corso del 2019. I risultati anche qui sono stati più che soddisfacenti. Credo che a facilitarci sia stata la nostra scelta di rendere scalabile il prodotto.”
Cosa intende per scalabile?
“La scalabilità di un prodotto sartoriale è legata a due aspetti. Il primo riguarda la possibilità di adattare un prodotto della nostra collezione alle peculiarità del viso del cliente. In questo modo si adatta al meglio la vestibilità. Ma non solo. Infatti accanto alla gestione della calzata dell’occhiale, possiamo gestire anche altri aspetti non certo secondari come ad esempio il colore o la dimensione dell’occhiale. Quante volte ci sono occhiali che potrebbero vestire benissimo un viso ma non hanno il calibro corretto o le aste adatte o il naso troppo grande o piccolo o semplicemente si adatterebbe meglio se fosse di un altro colore? Noi prevediamo che i nostri prodotti abbiano anche questo tipo di sartorialità. Per questo scopo abbiamo inventato un kit per adattare le misure al volto del cliente che ritorna utile anche nel caso in cui il cliente decida di farsi fare un paio di occhiali partendo da zero. Ricorrendo cioè al massimo della sartorialità

Cosa c’è nella “scatolina”?
“Si tratta di una scatola in cui abbiamo messo tutto il necessario per rendere massima la vestibilità di ogni singolo occhiale. In ogni scatola ci sono gli strumenti base: otto tipologie di nasi, un sistema per determinare la lunghezza dell’asta, un compasso per la determinazione delle dimensioni esatte delle varie parti del cranio e altro ancora. A questo si aggiunge poi la scelta fra i tanti colori e le finiture disponibili. Si tratta comunque di un sistema estremamente facile da usare. Lo abbiamo semplificato al massimo e funziona davvero bene. Tutto questo però si incrocia con un’altra scelta effettuata: la possibilità di realizzare anche il singolo pezzo. Questo significa che un ottico può decidere di ideare un proprio occhiale e farselo produrre anche in un solo esemplare, tornando di fatto al concetto di sartorialità ed esclusività.”

 

Per gli ottici si tratta di una opportunità interessante.
“Penso proprio di sì. Perché in questo modo vogliamo riportare il mestiere dell’ottico al centro del quadrato. Se ci pensa, troppo spesso l’ottico si trova a confrontarsi con prodotti molto standardizzati e soprattutto molto omogeneizzati. Il terreno di scontro e di scelta diventa quindi il prezzo. Per carità il prezzo ha una sua importanza, ma non si può ridurre tutto a una questione di offerte. Con questo sistema l’ottico può tornare a fare un lavoro di consulenza, può far valere la professionalità. Credo che non sia un caso se questa idea di estrema personalizzazione di prodotti sta incontrando un buon successo. D’altra parte se gli ottici non si smarcano rischiano di diventare prigionieri dei grandi gruppi che stanno lavorando anche verso il settore retail.

Chiudiamo parlando di materiali
“ Ci siamo concentrati sull’acetato e in particolare sull’acetato italiano di primissima qualità. Ed italiana è anche la componentistica. Gli occhiali sono personalizzati e prodotti uno per uno, ma questo non significa che siano prodotti per ricchi. Anzi fra i miei clienti di persone facoltose ce ne sono pochissime. La maggior parte è composta da persone normali che hanno scelto di comprare Bottegantiqua: ovviamente c’è chi desiderava un prodotto su misura solo per esclusività, ma c’è anche chi ci ha scelto per motivi tecnici come ad esempio un viso troppo piccolo o troppo grande.