Doriano Mattellone: W-eye

La consapevolezza di essere unici

Si fa presto a dire occhiali in legno! Soprattutto se a parlare di questo prodotto è un personaggio come Doriano Mattellone che ha fatto della conoscenza tecnica la propria cifra personale e dell’estetica lo strumento per spiegare in una sola immagine quanto i suoi occhiali su misura in legno siano differenti da quelli di chiunque altro.

Non è una presa di posizione in cui la parte commerciale prende il sopravvento su tutto il resto. Per rendercene conto siamo andati a vedere come nasce un paio di occhiali tailor made alla W-eye di Pavia d’Udine, un’area geografica produttiva che è stata per molti anni il centro della produzione mondiale di sedie e che di conseguenza con il legno ha una certa dimestichezza che è entrata a far parte del DNA locale.
La scelta di Mattellone non è quella di realizzare degli occhiali su misura tout- court, ma è il frutto di una filosofia molto più ampia anche se per certi aspetti non facile da gestire. Infatti, a differenza dei produttori tradizionali di occhiali, W-eye non si presenta al proprio cliente (l’ottico) con un campionario e una richiesta minima di pezzi da acquisire. Qui il concetto è decisamente differente: “Con i nostri clienti – spiega ancora Doriano Mattellone – seguiamo una filosofia commerciale diversa che ci porta a poter offrire all’utilizzatore finale solo un prodotto perfetto e realizzato sulle sue caratteristiche morfologiche.”

Da qui la decisione scelta di non avere magazzino né di imporlo all’ottico. Nel caso specifico l’ottico ha a disposizione una serie di modelli campione dei prodotti W-eye e li propone al cliente per identificare la forma migliore per vestire il viso. Poi, sulla base di questa prima decisione si affina la scelta dell’occhiale nei suoi dettagli: ogni occhiale prodotto da W-eye può essere personalizzato. Non solo nelle scelta dei particolari ma anche nelle dimensioni del ponte e del frontale così da essere l’oggetto perfetto che si è sempre desiderato. Non è quindi un caso che ciascun occhiale che esce dallo stabilimento di Pavia d’Udine sia marchiato con un sistema laser e possa quindi essere tracciato in tutta la sua storia, anche nelle personalizzazioni richieste. Un ulteriore modo per affiancare all’artigianato più esclusivo la gestione più moderna di un prodotto, garantendo così la perfetta convivenza fra tradizione e innovazione.

Solo a questo punto, si passerà alla produzione dell’occhiale che avviene nello stabilimento di Pavia d’Udine. Qui il processo è il miglior mix fra produzione manuale e automazione di alcune fasi al solo scopo di rendere ogni singolo prodotto il più preciso possibile, senza però perdere la delicatezza e la preziosità dell’intervento dell’uomo e della sua capacità di fare di un prodotto un pezzo unico.

Il processo vero e proprio prende il via da una serie di fogli di legno colorati (sono possibili un numero quasi infinito di combinazioni) che all’apparenza potrebbero sembrare compensato, ma non lo sono: “Il punto di partenza dei nostri prodotti su misura – ci spiega Doriano Mattellone – è alla base della diversità che contraddistingue i nostri occhiali da tutti gli altri in commercio: mi riferisco alla materia prima che nel nostro caso è un tranciato e non uno sfogliato di legno. Questa scelta ci permette di mantenere le caratteristiche migliori della pianta da cui preleviamo la materia prima. Un nostro occhiale porta dentro di sé tutte le peculiarità che la natura ha sapientemente creato in decenni di paziente lavoro.”

La differenza a ben guardare non è proprio minima, anzi è per certi versi fondamentale. Tutto sta nel come si ricava il foglio di legno dal tronco di origine. Se si procede secondo tecniche consolidate e più economiche, il foglio di legno viene ottenuto tramite una operazione che assomiglia molto al lavoro che esegue il temperino sulla matita: si ottiene infatti un prodotto sfogliato e sottile, ma che ha perso alcune delle caratteristiche base originarie del tronco da cui è ricavato, in fatto di elasticità, resistenza e duttilità. Da qui la scelta di realizzare gli occhiali partendo da tranciati colorati di spessore di mezzo millimetro selezionati uno ad uno in funzione delle caratteristiche estetiche e meccaniche. L’occhiale W-eye è in effetti un sandwich di legni tranciati e posizionati in modo da allineare le fibre sia longitudinalmente sia trasversalmente, così da garantire il migliore rapporto fra elasticità e resistenza. I fogli di tranciato colorato sono disposti in funzione delle richieste estetiche del cliente.

Una scelta che permette di avere colori differenti fra esterno e interno dell’occhiale, ma anche colori personalizzati lungo lo spessore. Il sandwich di legno è inframezzato da due fogli di alluminio di spessore altrettanto contenuto: danno all’insieme la compattezza necessaria a garantire la qualità del prodotto pur non inficiando neppure lontanamente la sua naturalezza e la meravigliosa leggerezza. Perché naturalezza e leggerezza sono alla base di un occhiale come quelli realizzati da W-eye.

“Quando si parla di leggerezza – ci spiega Doriano Mattellone – si entra in un mondo in cui noi abbiamo lavorato tantissimo. Leggerezza però non significa solo grammi in meno, ma anche equilibrio nella distribuzione dei pesi di ciò che si indossa. La nostra ricerca di leggerezza è talmente spinta che su molti modelli abbiamo sperimentato e adottato la decisione di avere aste e frontale in pezzo unico, così da eliminare anche il peso delle cerniere. Saranno pure pochi grammi, ma anche le cerniere hanno un loro peso.

Un altro passaggio sensibile è la fase di incollatura dei diversi strati. Questa avviene con il ricorso a una colla particolare e a una sosta di novanta minuti sotto una pressa. Al termine di questo passaggio interviene la parte più moderna della produzione: una fresa a controllo numerico che grazie alla sua precisione quasi assoluta (stiamo parlando di macchine con capacità e ripetibilità nell’ordine dei centesimi di millimetro) taglia l’occhiale sulla base del disegno scelto e digitalizzato attraverso uno strumento CAD CAM.

Questo per essere certi che il prodotto non presenti il minimo difetto dimensionale ed estetico. Superata la fase della precisione però si torna alla mano sapiente dell’uomo. Infatti le operazioni di levigatura, smussatura e raccordo sono seguite e realizzate rigorosamente a mano da persone appositamente formate così da riportare su ogni pezzo delle caratteristiche uniche. Dopo questo lavoro di finitura, si passa a un controllo di qualità che è ovviamente affidato a personale esperto per ciò che concerne resistenza e elasticità oltre che l’aspetto estetico che deve risultare assolutamente privo di qualsivoglia difetto e tattile che ha il dovere di soddisfare la sensibilità di chi esegue i controlli. Il ciclo produttivo si chiude poi con la verniciatura che ha il compito di proteggere il legno dall’invecchiamento naturale e con un ulteriore controllo finale dell’occhiale.