De Lotto, un marchio, una tradizione ed una garanzia

L’occhialeria De Lotto nasce nel 1938 nel territorio di San Vito di Cadore nel cuore delle Dolomiti bellunesi. I fondatori, i tre fratelli De Lotto, diventano già nell’immediato dopoguerra il punto di riferimento per la piccola comunità montana, tanto da impiegare la quasi totalità delle famiglie di San Vito.

Oggi, De Lotto è una azienda moderna che ha assunto una dimensione davvero industriale e merito di questo salto sta anche nella scelta fatta nel 2017 di trasferirsi in una nuova sede che è riuscita a dare all’azienda cadorina la possibilità di strutturarsi in modo decisamente più importante.

Non è quindi un caso che oggi l’azienda condotta da Luciano De Lotto abbia deciso, dopo decenni di collaborazioni con le più importanti firme mondiali di ritornare sul mercato con una collezione con il marchio De Lotto.

Distribuito in Italia da Vega, il prestigioso brand si presenta agli Ottici di tutto il mondo come una collezione classica da uomo e unisex composta inizialmente da 10 modelli prodotti utilizzando acetato Mazzucchelli e Laes prodotto in Italia e componentistica interamente Italiana. Un prodotto 100% Italiano, che di conseguenza non teme confronti in quanto a qualità costruttiva, finitura maniacale, savoir-faire nella progettazione e nell’esecuzione del manufatto in tutti i suoi aspetti.

Il ritorno di un marchio cosi’ conosciuto nel mondo e così caro a decine di migliaia di Ottici che l’hanno apprezzato e venduto nel secolo scorso non puo’ che far bene alla filiera dell’occhialeria Italiana e a tutti i cultori del vero made in Italy.

Il ritorno di una collezione De Lotto nel mondo dell’occhialeria si inserisce infatti perfettamente in un piano strategico del distretto Veneto teso a preservare e valorizzare un savoir-faire storico, sostenendo il legame con il territorio dove questa stessa tradizione affonda le radici. De Lotto riconosce così nel valore dell’artigianalità, una sapienza manuale custodita dai maestri artigiani che si dedicano, con passione, dedizione e cura del dettaglio ad ogni singolo paio di occhiali. Un’arte che può sopravvivere oggi anche grazie ad imprenditori come Luciano De Lotto e tanti altri che continuano ad amare questa professione e portano avanti con coraggio e determinazione quanto avviato dai propri genitori e nonni.

Luciano De Lotto, perche’ avete deciso di riproporre dopo cosi tanto tempo una collezione De Lotto?
Perche’ abbiamo capito che siamo pronti a farlo, la qualita’ che abbiamo raggiunto è di livello assoluto, abbiamo tutte le carte in regola.

Quali sono le caratteristiche peculiari della collezione?
Non dovevamo inventarci nulla di nuovo, solamente recuperare i valori che ci hanno da sempre caratterizzato, stile, qualita’, portabilità ed eccellenza costruttiva. La collezione e’ classica, caratterizzata da uno stile intramontabile e da colori portabili in ogni circostanza, la robustezza delle montature deriva dalla nostra esperienza nella progettazione e lavorazione dell’acetato di cellulosa, 82 anni non trascorsi invano…

Qual è il vostro segreto?
Per tantissimi anni e tutt’oggi abbiamo prodotto occhiali per clienti molto importanti ed esigenti ed abbiamo imparato, anche grazie a loro a strutturarci adeguatamente, siamo piccoli ma lavoriamo come una grande azienda. Siamo molto impegnati nella ricerca dei migliori materiali, abbiamo investito tantissimo in tecnologia dotandoci innanzitutto di uno studio tecnico interno pari a quello delle grandi aziende, di macchinari all’avanguardia e di un controllo qualita’ quasi ossessivo.

Tutti i prodotti ed i materiali vengono testati prima della messa in produzione definitiva. L’azienda in questi anni e’ sempre rimasta a S.Vito di Cadore in un luogo caratterizzato da un panorama naturalistico unico e dalla bellezza disarmante. L’azienda, dopo oltre 80 anni è rimasta comunque un’azienda famigliare e di questo ne siamo fieri.

Come e’ nata la De Lotto?
Nel 1938 gli zii Guido, Arturo e papa’ Mario, che gia avevano una falegnameria e un’impresa edile, aprono con l’aiuto di una persona che già era nel settore una fabbrica di occhiali che in poco tempo diventa una realtà importante. In pochi anni le cose presero un assetto più tranquillo e i tre fratelli si divisero la gestione delle tre realtà che facevano parte delle proprietà familiari. Mario De Lotto fu quello che si dedicò a tempo pieno alla fabbrica di occhiali che nel 1959 assunse una dimensione industriale trasferendosi in una nuova area produttiva dove rimase per circa vent’anni. Anni in cui nella occhialeria

De Lotto lavorò un po’ tutta la comunità di San Vito di Cadore, a conferma del ruolo sociale che l’industria deve ricoprire nella comunità. Il cambio generazionale arriva nel 1995 con il mio arrivo alla guida dell’azienda di famiglia. Siamo passati attraverso molte vicissitudini e fra i tanti fratelli e cugini che avevano quote di questa realtà, sono l’unico ad avere avuto la voglia di andare avanti. Anche superando momenti di grande difficoltà. E sempre con un po’ di fortuna che è comunque indispensabile avere accanto alle capacità.” Il resto, come si dice in questi casi, è storia di oggi.


Come nasce oggi un occhiale nella vostra azienda?
Il processo produttivo prende il via dalla elaborazione del disegno in ufficio tecnico dove la proposta stilistica viene analizzata e affinata in funzione delle reali necessità realizzative. La matematica dei disegni, una volta deliberato il prodotto finale, passa quindi alle macchina a controllo numerico che provvedono a tagliare il frontale richiesto e poi da qui il ciclo prosegue con le stesse modalità che caratterizzano ogni produttore di alto livello di occhiali in acetato, con la decisione di fare ricorso a contoterzisti specializzati nelle singole operazioni.

C’è un ultimo aspetto che crediamo sia inevitabile affrontare con Luciano De Lotto e riguarda il futuro dell’azienda, come lui stesso immagina possa essere domani.
Il futuro – conclude Luciano De Lotto – sta iniziando a delinearsi. Ho quattro figli: la prima segue una sua strada, il secondo, lavora con me e sta facendo un suo percorso formativo. Il terzo invece è un creativo e quindi penso che la sua presenza qui sarebbe davvero importante: deciderà lui cosa fare: Infine la più piccola che è davvero troppo piccola per metterle addosso pesi e pensieri così gravosi. Per ora è giusto che si dedichi allo studio e che si diverta sciando.”