Colpodocchio, a cura di Riccardo Nicoletti

Il successo crescente del vinile
Sono un collezionista di vinili. Uno degli irriducibili. Uno di quelli che va alle fiere del disco ed ai mercatini e passa ore ed ore sporcandosi le mani nelle scatole di cartone degli espositori per cercare dischi vecchi e rarità. Ebbene sì, lo confesso. Da qualche anno il vinile ha avuto una rinascita incredibile. Non solo i collezionisti impazziscono per i vecchi dischi, ma è nata una moda di “ristampe” che ha dei risvolti impressionanti.

Andiamo con calma. Supponiamo che tu sia alla ricerca di un vecchio LP (che nome, mi vengono le lacrime agli occhi solo a scriverlo!), magari lo trovi, un po’ graffiato, e lo paghi una decina di euro. Lo porti a casa, è una “prima stampa”, lo metti nel giradischi e te lo godi. Emozioni pure! Poi di quel disco esce una ristampa. Supponiamo che sia annunciata per marzo 2022, ma tu la prenoti e sei tranquillo. La paghi circa 30-40 euro e sei contento. Uscirà in vinile colorato ed in edizione limitata a 1000 pezzi. Fantastico.

Ecco, lo scenario desso è esattamente questo. Ma lo sapete che il mercato del vinile lavora molto sui cosiddetti “pre-order” ? Proprio così, tu paghi adesso per un disco che Una ditta che stampa vinili come Phonopress, situata alle porte di Milano, è in arretrato pazzesco col lavoro perché sovraccarica di ordini! Il risvolto dalla parte del collezionismo è clamoroso. Supponiamo che un album del 1970 venga ristampato adesso in tiratura limitata di 1000 pezzi. In fase di pre-ordine l’oggetto va esaurito ed il suo valore in ambito “collezione” aumenta. Allora la casa discografica decide di ristamparlo in vinile colorato, sempre in 1000 pezzi. Per il fatto che il disco uscirà colorato anche in questo caso il pre-ordine registrerà il “tutto-esaurito” (e forse lo comprano i soliti di prima!)

Permettetemi una considerazione, che sicuramente qualcuno di voi farà. È risaputo che il collezionismo è una sorta di malattia quindi il collezionista, di per sé, non è da ritenere persona “sana”. Mi viene da chiedere “ma chi te lo fa fare di comprare il disco in tutti i colori? Una volta che ti ascolti quello nero, poi basta!”. E fin qui, se non si entrasse nel collezionismo puro ma ci si soffermasse all’amante della musica, allora la risposta sarebbe “sì”, ma quando si sconfina di là allora ogni ragione va perduta. Vi cito solo un caso, ma ce ne sarebbero centinaia e forse di più.

Il celebre lavoro “La voce del padrone” di Franco Battiato, uscito nel 1981, vanta circa un milione di copie vendute o giù di lì. Dopo la scomparsa dell’artista, la casa discografica ha ristampato il vinile colorato in blu in edizione da 500 copie e poi ne ha fatte 1000 in vinile nero. L’edizione blu è reperibile in siti di vendita online a circa 100 euro. Poi, non paghi di ciò, lo hanno fatto arancione (sempre numerato a 1000 copie), e mentre sto scrivendo dovrebbe uscire l’edizione in colore oro (limitata, ma non numerata). Nel caso che ho riportato, il disco passa da costare 20 euro a costarne circa 100; non sono cifre enormi, però è comunque un disco di vinile.

Ci sono casi in cui il fenomeno si accentua notevolmente e le cifre che si raggiungono sono ben più alte. Le ristampe recenti dei vinili si trovano facilmente su Amazon, o presso i numerosi negozi online disponibili; i prezzi delle ristampe vanno dai 20 ai 40 euro. Vinili recenti si possono acquistare anche presso le edicole; le case discografiche hanno prodotto di recente alcune collane riguardanti soprattutto i cantautori. I prezzi dei dischi in edicola si aggirano intorno ai 15-20 euro. Le edizioni in edicola sono spesso realizzate dall’ Archivio del Suono, che fa capo alla Sony. Molte edizioni sono veramente eccellenti, ma non tutte. Qui è solo questione di fortuna. La qualità di un vinile dipende da tante cose ed il nome della casa discografica non è sempre sinonimo di “ottima registrazione”. In genere, ma non è una regola, la prima stampa è migliore della ristampa attuale.

Sono molto pittoresche le ristampe realizzate con vinili a chiazze di colore, i cosiddetti “splatter”. Sono molto diffusi soprattutto per i generi hard-rock ed heavy-metal, molto meno per la musica pop oppure italiana. I più sostengono che il colore non alteri la qualità del suono, altri invece non sono d’accordo; beh, anche il comune vinile nero è già una versione di vinile colorato. La qualità risultante dipende dall’impasto del vinile, e comunque nel caso degli “splatter” la qualità perde abbastanza. Mi preme sottolineare che quando si entra nel discorso “qualità della registrazione”, occorre avere molta esperienza per poter emettere giudizi, ed anche essere dotati di un impianto di ascolto di altissimo livello.

Si trovano online numerosi siti di vendita di vinili, tutti estremamente affidabili. Ecco alcuni indirizzi:

  • thevinylfactory.com
  • thesoundofvinyl.com
  • www.rhino.com/store/vinyl
  •  www.vinylstrike.com.

L’ultimo in particolare è di un fornitissimo negozio di Roma. Recentemente sono stato colpito dai prodotti realizzati un produttore ungherese di montature per occhiali; praticamente loro estraggono la montatura da un disco originale in vinile; si chiamano Vinylize.

Vi invito ad avvicinarvi al bellissimo mondo del vinile. Per cominciare troverete nelle edicole delle belle ristampe su vinile da 180 grammi di molti lavori musicali italiani che hanno fatto la storia. Aprite la custodia, poggiate il disco sul piatto, avviate il giradischi e godetevi la musica!

Aspetto, come sempre, i vostri commenti.