ViaGuinigi. L’acrilico diventa disinvolto

Arriva la seconda collezione di acrilici del marchio toscano. Caratterizzata da soluzioni personalizzabili e da cambiamenti nelle scelte tecniche ed estetiche, è un prodotto al passo coi tempi che non richiede eccessi per attirare l’attenzione.

C’è sempre un po’ di incertezza quando si propone al mercato un prodotto decisamente atipico rispetto al passato. Crediamo che questa incertezza mista a curiosità, fosse anche nel cuore dei responsabili del marchio ViaGuinigi quando nel ‘21 presentarono la prima famiglia di occhiali acrilici. A conferma che non sempre i timori sono giustificati, gli acrilici di ViaGuinigi sono diventati in breve tempo un esempio di come il buon nome e le buone idee possano essere da stimolo anche per i più tradizionalisti.

A dare lo spunto al tutto è stato anche il fatto che proprio uno degli occhiali della collezione è stato premiato dalla giuria e dai votanti del Graziella Pagni Eyewear award dello stesso anno. Per questo abbiamo deciso in concomitanza con il lancio della seconda collezione di acrilici da parte di ViaGuinigi di farci raccontare da Chiara Rocchi che ne è l’anima propulsiva, come sono andate le cose con la prima stagione e cosa si attendono dalla nuova collezione.

Chiara, iniziamo facendo un passo indietro: raccontaci come è stata accolta la prima collezione di acrilici di ViaGuinigi
“Come spesso capita quando si rompono gli schemi cui si sono abituati i clienti l’impatto è un misto di sensazioni e reazioni. E’ capitato anche a noi con i primi acrilici proposti l’anno scorso: da una parte un po’ di sorpresa, dall’altra grande interesse e apprezzamento, esattamente come ci aspettavamo. Credo sia normale perché la nostra clientela di ottici è per certi versi assimilabile a una clientela tradizionale, mentre l’acrilico è tutto tranne che tradizione. E poi c’è un altro aspetto: l’acrilico si pone in una fascia di mercato più elevata ed occorre una certa metabolizzazione. Nonostante questi dubbi, che avevamo tuttavia preventivato, non posso certo lamentarmi. L’apprezzamento della critica da un lato e i risultati di vendita più apprezzabili dall’altra ci hanno dato la spinta a lavorare su una seconda collezione.”

Possiamo dire che gli ottici si sono divisi fra conservatori e progressisti?
“Non credo sia la chiave di lettura appropriata. Più che conservatori parlerei di tradizione e più che di progressisti mi allaccerei al concetto di innovazione. Così ci sono stati diversi ottici che dopo aver visto i nostri occhiali indossati li hanno apprezzati e ci hanno cercato per vederli e averli. Anche senza aspettare la visita dei nostri commerciali. E poi abbiamo sicuramente ricevuto un aiuto dai testimonial, Ciccio Graziani in primis e questo sicuramente ha garantito un po’ di visibilità in più.”

Credo ci sia un altro aspetto significativo e riguarda la capacità che voi tutti avete di instaurare un rapporto particolare con i clienti che finiscono per sposare e sostenere le vostre idee.
“Non dovrei essere io a dirlo, ma un po’ è così. Siamo riusciti negli anni a creare un rapporto armonico con i nostri ottici e questo ci aiuta calibrando prudenza e cambiamento. Non a caso la seconda generazione di acrilici ViaGuinigi che sta arrivando è decisamente innovativa anche rispetto alla precedente. Ci saranno dei cambiamenti non indifferenti.Senza però mai dimenticare che si tratta di un prodotto 100% made in Italy, realizzato con criteri di alta qualità e artigianalità.”

Quali i cambiamenti che si noteranno di più?
“Per prima cosa abbiamo scelto di dimezzare o quasi lo spessore della lastra su cui lavoriamo. Questa scelta è figlia delle tendenze di oggi in materia di design e moda. È una scelta precisa che è determinata dal desiderio di allargare la possibilità di scelta da parte del pubblico. Così accanto alla prima cuvette di sei modelli impostati su una lastra più spessa, ci saranno altri sei modelli pensati con un design differente. Sempre in tema di innovazione siamo partiti dai sei occhiali della cuvette dell’anno scorso, dove ciascuno era disponibile in due colori e poi l’ottico aveva la possibilità di scegliere fra tutti i dodici colori disponibili. Questo per ogni modello. Anche in questa seconda cuvette avremo sei nuovi modelli disponibili in tutti i colori.
Ma qui ci sarà una leva in più: l’ottico potrà scegliere l’abbinamento fra frontale e aste, così da personalizzare ancor di più l’occhiale in acrilico. È un modo per contribuire a dare più opportunità di scelta a una clientela meno tradizionale o più disposta a provare soluzioni ad hoc. ”

Da un punto di vista della proposta vera e propria come vi presenterete agli ottici?
“Anche per questa seconda collezione ci comporteremo come con la prima: ovverosia avremo una cuvette con tutti i sei nuovi occhiali, proposti sia in colore unico, sia con abbinamenti fra colori differenti. L’ottico così avrà subito a portata di mano un modello che aiuta a stimolare la fantasia dei clienti. Non solo: si deve tenere presente che l’occhiale in acrilico è un prodotto che si evolve costantemente. E questo avviene anche grazie ai commenti di chi li utilizza e degli ottici. Il nostro magazzino degli acrilici è un arcobaleno di continuità che cambia giorno dopo giorno, rimanendo però fedele a sé stesso.”

Parliamo di forme
“I cambiamenti ci sono e sono evidenti. La collezione è articolata su sei modelli: quattro unisex e due donna. Ci sono sia nuove forme che dettagli che cambiano in modo radicale: abbiamo inserito per alcuni modelli il doppio ponte, o in altri un ponte a chiave in due calibri sui modelli uomo. Le forme da donna sono molto evolute rispetto al passato. La cosa che, devo dire si nota di più, è che la loro integrazione con ciò che era e resta a listino è totale: non ci sono sovrapposizioni ma solo completamenti. Siamo stati molto attenti a questo aspetto, a non sovrapporre le forme. Abbiamo altamente considerato la continuità nel solco della tradizione ViaGuinigi, pur proponendo un prodotto sicuramente di rottura con alcuni aspetti del passato.

Devo però dire che anche qui siamo stati molto attenti a fare in modo da non proporre forme e modelli autoreferenziali. Nel senso che non abbiamo mai fatto e non faremo mai occhiali fatti solo per il gusto di infrangere le regole. A noi interessa che i nostri occhiali, in acetato, in acrilico o in altre soluzioni, non restino fermi nelle vetrina dell’ottico. Gli occhiali devono essere un oggetto utilizzato quotidianamente e non a rimanere in vetrina in attesa di un cliente. Direi che qui le possibilità di attirare una clientela aggiuntiva rispetto ai modelli tradizionali di ViaGuinigi sia un’arma importante. Tutto questo senza andare a incidere sul nocciolo duro di chi ci ha scelto e continua a sceglierci. Anche se in materiale acrilico i ViaGuinigi conservano senza alcuna riserva la loro capacità di essere facilmente indossabili con grande disinvoltura.