W-Eye, l’ecologia del ricordo

Non sempre è necessario un anello o un diamante per ricordare un momento importante della vita. A volte può bastare una lattina di birra (o di una bibita) per suggellare un ricordo.

Di tanto in tanto è bene fare il punto sullo stato delle cose. Anche quando si tratta di un’azienda che conosciamo bene. Soprattutto se l’azienda in questione è fonte continua di innovazione, idee, proposte e tanto altro ancora. Così, partendo da una piccola cosa che avevamo notato mesi addietro nello stand che W-Eye aveva allestito al MIDO e che al momento non eravamo riusciti a cogliere, abbiamo riallacciato un discorso, mai interrotto a onor del vero, con Doriano Mattellone che di W-Eye è il fondatore e che guida l’azienda insieme ai figli. Con successo, soprattutto in considerazione degli obiettivi che lo stesso Mattellone si è dato una quindicina di anni fa quando è atterrato nel mondo dell’occhialeria.

Doriano Mattellone, per prima cosa ti chiediamo di fare il punto della situazione sul mercato del tuo prodotto e su cosa ti aspetti per i prossimi mesi.
“ Noi facciamo un prodotto estremamente particolare e fuori dallo schemi tradizionali dell’occhialeria. Non solo perché i nostri occhiali sono in legno, ma anche per la struttura che hanno nella loro costruzione. Stiamo andando piuttosto bene, siamo soddisfatti. Alla base dei nostri risultati c’è però un percorso molto lungo, molto articolato e al tempo stesso del tutto naturale. Non solo per il modo di lavorare e per i materiali impiegati, ma per la mentalità con cui abbiamo approcciato questo lavoro e con cui lo stiamo portando avanti ogni giorno.”

A cosa ti riferisci?
“ W-Eye è una realtà che nasce partendo da pochi punti fermi, ma inderogabili. Il primo è il rispetto del ciclo vitale della natura, quindi la riciclabilità assoluta del prodotto e l’utilizzo di componenti a impatto ambientale ridotto. Il secondo è la tracciabilità del prodotto in modo da poterlo seguire e gestire lungo tutto il ciclo di vita. Infine, ci siamo dati come meta lo sviluppo di idee che potessero in un modo o nell’altro renderci ancora più apprezzabili anche per capacità di personalizzazione del prodotto. Queste scelte, e in questo caso mi riferisco al rispetto ambientale, si estendono a tutte le attività aziendali e promozionali, a partire dallo stand che allestiamo nelle fiere. Inoltre mi riferisco a quello che insieme agli amici chiamavamo “visita parenti”.

Cioè?
“ Nei primi anni di W-Eye s’era instaurata l’abitudine di vederci con gli amici il sabato pomeriggio: in azienda da me. Io trafficavo con le mie cose, insieme bevevamo una birra e chiacchieravamo. Così, fra una parola e l’altra, nascevano anche i commenti su quello che stavo facendo. Ed è proprio dall’ascolto dei loro commenti o anche dei loro silenzi che ho preso parte delle ispirazioni su prodotti e idee da perseguire. Spesso un silenzio ti dice più di una critica feroce e al tempo stesso una sola parola detta in modo disinteressato può portare felici conferme. Anche da qui sono nate scelte significative”.

Spesso si è indicata la riciclabilità come unico elemento caratterizzante di un prodotto
“ Per noi il ciclo di vita del prodotto e la sua totale riciclabilità è fondamentale. Ma ci siamo spinti oltre: siamo infatti convinti che il mondo possa diventare circolare e quindi in gran parte composto da oggetti riciclabili. Questo però non deve togliere nulla all’originalità e alla bellezza dei prodotti. I tempi in cui riciclato significava funzionale ma non necessariamente bello, sono oramai lontani. Credo che i nostri occhiali siano considerabili belli e al tempo stesso tempo fatti in materie del tutto riciclabili. Però abbiamo deciso di spingerci oltre.”

E come ci si spinge oltre il riciclo?
“ Semplicemente riciclando oggetti che prima non erano parte del nostro mondo. Se guardi il sottobicchiere che hai davanti con un minimo di attenzione, ti rendi conto che si tratta di una breve guida per simboli al riciclo. Nella nostra offerta, per personalizzare ancora di più il prodotto, ci siamo organizzati in modo tale da poter fare un occhiale ad hoc, partendo da una lattina. Ne avevamo già parlato. A catalogo abbiamo già da tempo degli occhiali rivestiti con delle parti di lattine. Si tratta di una famiglia di occhiali davvero molto particolare e siccome ha incontrato il gusto di chi ci segue, abbiamo deciso, anche su indicazione dei nostri clienti, di creare degli occhiali secondo la formula: mandaci la tua lattina e ne faremo un occhiale. Il sottobicchiere riassume in 360° le poche mosse che servono per arrivare a un occhiale in legno con un rivestimento in alluminio ricavato da semplici lattine. Che sia birra o un’altra bevanda poco importa. L’importante è seguire lo schema che abbiamo messo nei sottobicchieri per la birra. Per prima cosa è bene avere una birra fresca da bere, poi dopo averla bevuta, invece di gettare in un cestino il contenitore, si può contattare W-Eye e mandargli il vuoto. Da quel vuoto ricaveremo il rivestimento del frontale dell’occhiale scelto. Come dicevo, su questa cosa si è scatenata davvero una specie di caccia alla lattina stravagante o che abbia un significato personale.”

Solo alluminio?
“Dovrei dire di sì, per questioni di peso e di spessori, però c’è capitato una cliente francese che aveva smarrito i suoi occhiali rivestiti da una lattina che era davvero strana e anche unica e che aveva procurato lei. Così per mesi abbiamo cercato una lattina uguale in giro per l’Europa. Alla fine dopo un anno ne è stata trovata una, ma quando è arrivata ci siamo accorti che non era di alluminio e quindi non adatta. Per adattarla abbiamo dovuto fare un lavoro non proprio semplicissimo. Ma per una cliente che aspettava da un anno la lattina giusta era giusto fare così. La lattina se ci pensi può sugellare un incontro,la nascita di un amore, un avvenimento importante. Possiamo dire che una lattina utilizzata per rendere unico un occhiale, possa essere un simbolo. Come altri oggetti più o meno preziosi.”

Parliamo di mercato e di tecnica del prodotto…
“ Per noi sotto l’aspetto tecnico non è cambiato molto nel corso degli anni. Abbiamo affinato e continuiamo ad affinare un’idea che sta alla base dei nostri occhiali. Mi riferisco ai sette fogli di legno e ai due di alluminio agli angoli che sono rimasti i medesimi dell’inizio. Segno che il progetto è nato bene. Oggi cambiano le forme: il nostro lavoro ci porta a introdurre quattro modelli nuovi ogni anno. Potrebbero in casi eccezionali anche crescere e diventare di più. Ma non è il nostro mood, perché non ci muoviamo nelle nostre linee seguendo mode e colori. Ci organizziamo sulla combinazione dei legni, spesso proprio quelle richieste dal cliente finale. Le essenze con cui lavoriamo sono davvero tante e cromaticamente possiamo arrivare fino a circa sessantamila combinazioni differenti l’una dalle altre. In questo modo arriviamo a poter offrire l’occhiale personalizzato sulle caratteristiche del cliente.”

Però avete anche un’offerta standardizzata, a catalogo.
“ Certo. Infatti sempre più spesso i nostri ottici scelgono di avere un numero di occhiali in negozio da poter proporre e poi essere in grado di fornire anche l’occhiale specifico con i colori adatti al cliente.
Attenzione, fra il momento della scelta e quello della consegna al cliente passano quattro settimane, che, pensandoci, non è poi un tempo eccessivo. Le nostre quattro settimane sono settimane vere, che non si allungano. Nel senso che noi non promettiamo tempi che non siamo in grado di garantire. Sono tempi tecnici necessari a fare in modo che l’occhiale si stabilizzi dopo le differenti lavorazioni.”