Certottica Group | Bioplastiche nell’occhialeria per un futuro sempre più sostenibile


Esperti e ricercatori riuniti al Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore per l’evento finale del progetto “Occhio al BIO!”. promosso da Certottica Group in collaborazione con l’Università di Trento, sull’utilizzo di bioplastiche nel settore dell’occhialeria.


Longarone, 31 marzo 2025

Si è svolto presso il Museo dell’Occhiale Pieve di Cadore l’evento di chiusura del progetto “Occhio al BIO!” promosso dal competence hub Certottica Group in collaborazione con l’Università di Trento e co-finanziato dalla Fondazione Cariverona. Un progetto innovativo centrato sul tema dell’utilizzo di bioplastiche nel settore occhialeria, del loro potenziale fine vita e di altri progetti faro che già valorizzano gli scarti agroindustriali per la produzione di nuovi biopolimeri e valorizzano il tessuto economico-sociale delle aree interne. Esperti, ricercatori e aziende hanno discusso e ragionato insieme su una sfida ambiziosa: trasformare gli occhiali da prodotto di consumo a risorsa sostenibile.

La svolta green dell’occhialeria

Attualmente, nel comparto dell’occhialeria del bellunese, sono poche le aziende che hanno sviluppato linee di prodotti “bio-based”, ma il numero sta crescendo. “Le ragioni – ha spiegato Marco Calvi, Manager Research & Innovation di Certottica Group – sono molteplici: mancanza di normative specifiche e di sistema di gestione dei rifiuti non specifico per il settore, limiti tecnologici. Il progetto OCCHIO AL BIO! si propone proprio di colmare questi gaps e di dare alle aziende del comparto un quadro più chiaro e dettagliato rispetto all’impiego delle bioplastiche, oltre a dare importanti spunti per avviare progetti futuri che coinvolgano l’intera filiera”.

Un network di eccellenze

L’iniziativa vede la collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica (DICAM) dell’Università di Trento e Certottica Group, che da tempo ha avviato una forte spinta sui temi della sostenibilità, unendo le rispettive competenze scientifiche e il know-how industriale e normativo, in un matrimonio perfetto tra ricerca e innovazione.

I protagonisti del convegno

La giornata di studio ha visto anche gli interventi di Luca Fiori, che ha spiegato quali potrebbero essere le principali strategie di recupero degli scarti, e di Lukasz Niedzwiecki che ha illustrato i sistemi di gestione dei rifiuti in bioplastica, entrambi dell’Università di Trento, partner del progetto “Occhio al BIO!”. Sono poi intervenuti anche Werner Tirler di ECO Research di Bolzano, che ha parlato del potenziale della carbonizzazione idrotermica (HTC) nell’economia circolare, Manuela Facchin di Crossing srl, che ha raccontato le nuove tecnologie per il riutilizzo di scarti con stampa 3D del Progetto Interreg Italia-Austria BeSoGreat e Marco Giunta (EcosMed) che si si è focalizzato infine sugli aspetti sociali legati alla sostenibilità legati al Progetto LIFE RESTART.

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