Qualità, identità e rispetto: l’offerta RED nasce per valorizzare la professionalità dell’ottico, fuori dalla logica delle scontistiche e delle operazioni commerciali aggressive.
Nel mercato dell’ottica italiano, dove la pressione commerciale è spesso alta e le logiche di sconto rischiano di svilire il prodotto e la professione, RED S.r.l. sceglie una strada diversa. Un catalogo selezionato con cura, costruito per dare all’ottico strumenti di lavoro veri: montature con una storia, un design riconoscibile, una qualità che si tocca. Ne parliamo con Davide Righetto, fondatore e titolare insieme alla moglie Silvia Gallo.
RED è attiva da quasi dieci anni. Come descriveresti l’identità dell’azienda oggi?
RED è un’azienda che ha scelto di stare dalla parte dell’ottico. Non nel senso retorico del termine, ma in modo concreto e quotidiano. Ogni collezione che portiamo sul mercato è stata selezionata o sviluppata con un criterio preciso: deve dare all’ottico qualcosa di genuino da proporre. Un prodotto che si vende per ciò che è, non perché è scontato. Siamo una realtà familiare (gestisco l’azienda con mia moglie Silvia) e questo si riflette nel modo in cui lavoriamo. Rapporti diretti, risposte rapide, flessibilità reale. Non siamo un numero, e non vogliamo che lo siano neanche i nostri clienti.
Parliamo del catalogo. Qual è la filosofia che guida la costruzione dell’offerta RED?
Il catalogo è il cuore di tutto. Lo abbiamo costruito nel tempo con una logica precisa: offrire completezza senza omogeneità. Questo significa che ogni linea ha una sua ragione d’essere, un suo pubblico, un suo carattere. L’ottico che lavora con noi non trova un catalogo indistinto, ma strumenti diversi per interlocutori diversi.
Abbiamo linee trasversali, adatte a clientele ampie, e collezioni altamente caratterizzanti, per chi cerca un’identità forte. Il filo comune è la qualità: non scende mai sotto una soglia che abbiamo fissato come irrinunciabile. Design, materiali, funzionalità: su questi tre punti non facciamo compromessi. E poi c’è un aspetto che ci sta molto a cuore: vogliamo che l’ottico possa lavorare bene, non solo vendere. Ciò significa dargli montature su cui costruire un dialogo con il cliente, non semplicemente da esporre in vetrina.
Avete anche una produzione diretta. Cosa rappresenta per RED essere produttori oltre che distributori?
Essere produttori cambia tutto, nella mentalità prima ancora che nel prodotto. Con RedEyewear, il nostro marchio di occhiali da bambino, abbiamo il controllo completo su ogni fase: dal design alla scelta dei materiali, dalla prototipazione alla distribuzione. Questo ci permette di garantire standard precisi e di rispondere con rapidità alle esigenze del mercato. Ma soprattutto, ci dà la possibilità di costruire qualcosa di nostro. RedEyewear non è solo un prodotto: è una proposta completa per il segmento bambino, con un’identità visiva forte, materiali tecnici e un’attenzione al comfort che i genitori riconoscono subito. È una categoria in cui l’ottico ha bisogno di un partner affidabile, e noi vogliamo essere esattamente questo.
Le collezioni del catalogo RED
Puoi raccontarci le collezioni che compongono il catalogo? Partiamo da De Stijl.
De Stijl è la collezione che meglio racconta la nostra visione. Il nome richiama il movimento artistico fondato da Mondrian: rigore geometrico, minimalismo, equilibrio assoluto tra forma e funzione. Ma non si tratta di una citazione estetica fine a sé: ogni elemento di design ha una ragione funzionale. La cerniera brevettata senza viti è l’esempio più eloquente. Elimina un punto di fragilità comune a molte montature, ma lo fa mantenendo un’estetica pulita e continua. Il risultato è una montatura che dura nel tempo, fisicamente ed esteticamente. De Stijl parla a chi apprezza il dettaglio, la proporzione, la costruzione. È una collezione per un cliente evoluto, e per un ottico che vuole distinguersi.
E Variation Design?
Variation Design è la collezione per chi vuole osare, senza rinunciare alla funzionalità. Forme originali, cromie ricercate, un linguaggio visivo che si discosta dal mainstream. È pensata per quegli ottici che vogliono offrire ai loro clienti qualcosa di davvero diverso, qualcosa che non si trova ovunque. Il valore di questa collezione sta proprio nella sua capacità di creare conversazione. Quando un cliente vede una montatura Variation Design, non rimane indifferente. E questo, per un ottico, è un’opportunità: si apre un dialogo, si racconta un prodotto, si costruisce un’esperienza di acquisto che va oltre la semplice vendita.
Archy Welfare è invece legata al tema del comfort e del benessere…
Archy Welfare nasce da una domanda semplice: come si può fare un occhiale davvero confortevole senza sacrificare lo stile? La risposta è in una progettazione che parte dall’ergonomia e arriva all’estetica, e non viceversa.
È una collezione che risponde a un’esigenza reale di chi porta gli occhiali tutto il giorno. Il tema del benessere visivo e fisico è sempre più centrale nelle scelte dei consumatori, e noi vogliamo che l’ottico abbia un prodotto all’altezza di questa conversazione. Archy Welfare dà all’ottico argomenti concreti: materiali leggeri, adattabilità, longevità.
E per il segmento junior, c’è RedEyewear. Cosa la rende diversa dalle altre proposte per bambini?
RedEyewear è un marchio che abbiamo costruito da zero, con la consapevolezza che il segmento bambino merita attenzione vera, non prodotti derivati da linee adulto scalate. Un occhiale per bambini deve resistere, deve essere leggero, deve essere sicuro. E deve anche piacere, perché un bambino che non ama il suo occhiale non lo porterà volentieri. Essere produttori diretti ci dà un vantaggio enorme su questo: controlliamo ogni aspetto. E i riscontri degli ottici sono chiari: RedEyewear è un prodotto che si vende, ma soprattutto è un prodotto di cui l’ottico va fiero quando lo consiglia.
Veniamo a un tema centrale. RED si posiziona deliberatamente fuori dalla logica delle scontistiche e delle campagne commerciali aggressive. Una scelta coraggiosa. Come la spiegheresti a un ottico che ragiona in termini di margini e rotazione?
La mia risposta è questa: la scontistica continua non valorizza, impoverisce. Impoverisce il prodotto, impoverisce la relazione con il cliente, e alla lunga impoverisce l’ottico stesso. Quando un prodotto è sempre in promozione, il cliente non lo percepisce più come qualcosa di valore. E l’ottico perde l’unica cosa che nessun e-commerce potrà mai togliergli: la consulenza, l’expertise, la fiducia. Noi vogliamo che i nostri prodotti sostengano il lavoro dell’ottico, non lo sostituiscano. Questo significa prezzi coerenti, politiche commerciali rispettose, e soprattutto prodotti che si vendono per quello che sono. Un ottico che lavora con RED sa che sta proponendo qualcosa di autentico. Sul lungo periodo, questo approccio costruisce qualcosa di molto più solido di una campagna sconto. Costruisce reputazione. E la reputazione è ciò che porta i clienti a tornare, e a portare amici.
Come si traduce concretamente questo posizionamento nel rapporto con gli ottici?
Nel rapporto diretto, prima di tutto. Non siamo un’azienda che manda agenti a piazzare ordini. Siamo un’azienda che ascolta, che capisce cosa serve al singolo punto vendita, che suggerisce la collezione giusta per quel negozio, per quella clientela, per quella piazza. Poi nel supporto: fornire un prodotto di qualità significa anche essere presenti quando c’è un problema, rispondere velocemente, non far sentire l’ottico abbandonato dopo l’ordine. La nostra dimensione familiare ci permette una reattività che le grandi strutture spesso non riescono a garantire. E infine nella coerenza. Le nostre politiche di prezzo sono stabili. L’ottico sa cosa vende, a che prezzo, con quale margine. Non deve fare i conti con variazioni continue o con il rischio che lo stesso prodotto venga bruciato altrove a metà prezzo.
Il 2026 segna il decennale di RED. Novità in arrivo?
Stiamo lavorando a qualcosa di significativo per celebrare questo traguardo. Non voglio svelare troppo, ma sarà coerente con tutto ciò che abbiamo costruito: un passo avanti nel catalogo, nell’identità, nel rapporto con i nostri clienti. Quello che posso dire è che in dieci anni non abbiamo mai cambiato i valori di fondo: famiglia, rispetto, vicinanza. Sono parole che rischiano di sembrare scontate, ma per noi hanno un significato operativo preciso. L’ottico non è un canale di vendita, è un professionista con cui costruire qualcosa nel tempo. Il decennale sarà un’occasione per guardare avanti, con la stessa chiarezza con cui abbiamo guardato avanti nel 2016.





